Una sera con Lello Baldini (1924-2005).
Metti una sera di luglio, una villa in campagna, il cielo sulla testa, noi, lui a un tavolo e il suo ultimo libro.
Ci ha letto le sue poesie.
Che sembra cosa da poco, ma non è, quando si tratta di versi in dialetto.
'chè il dialetto romagnolo (e insomma ognuno il suo) a leggerlo si fa una gran fatica, ma ad ascoltarlo, come da sempre naturalmente in casa, cade addosso come una maglia su misura. E infatti io il libro già ce l'avevo, ma incespicavo a ogni parola.
Dunque ci ha letto le sue poesie.
Una situazione via l'altra, velocemente... e giù a ridere/ commuoversi/ amareggiarsi/ pensare/ e giù a ridere guidati da quella voce tenue e poi affrettarsi a dire al vicino, o al vento, "maddai è proprio così!".
Una pioggia di z, quelle scivolose tra gli incisivi, affatto turbate da tanti anni milanesi.
"... sté zétt, zò, par piesàir,
zéinch mineut, se no u n s sint un azidént
... "*
E mi ricordo la sua cordialità, a fine lettura sotto il palco.
Che sto signore qui era composto e cordiale.
Una di quelle sere di luglio che ti appoggi la maglia sulle spalle nude... che è freschino, ma si sta così bene...
* Zéinch minéut, nella raccolta Intercity, ed. Einaudi, 2003.

2 Comments:
L'ho capito ! Anche io l'ho capito !
O che siamo già a luglio ?
occhivispi
Dieci a occhivispi e una piada col prosciutto!! :) (Tra l'altro. Scusami. Cancellando il post del 1 aprile è automaticamente scomparso anche il tuo commento! E' solo che non mi andava più di tenere lì quel post)
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