sabato, ottobre 22

Pezza bagnata sulla fronte.
Telecomando rotto.
Incauta emissione di onde sonore dall'altra parte della parete: "I ragazzi del mulino del Po" (folclore padano, si capisce), la cassetta. Tutta.
Accanto al letto, il romanzo comprato alla libreria della stazione Termini su consiglio di quel ragazzo moro che lavora lì: "Se non l'hai mai letto, prendi questo. Avevo 38 di febbre e non riuscivo a smettere di leggere!". Premonitore.
Come il termometro finito nella mia valigia.
Torno sui miei passi romani.
Cerco un modo per descrivere come ti fanno sentire le strade di Roma quando non sei lì da turista. Insisto. Vediamo...
Credo che quella cassetta scomparirà inspiegabilmente senza lasciare traccia.

3 Comments:

At 10:22 PM, Blogger A. said...

dicono che "a Roma pure quanno piove pare che c'er sole". Mia nonna non ci ha mai creduto. E, nonostante tutto, aveva ragione. Piove. Eccome.

A rivederci qui, allora.

NdA

 
At 12:19 PM, Blogger Mi said...

Tua nonna è pragmatica come tutti le persone sagge e, si sa, la pioggia bagna ed è ben altro dal sole, ma lungo quelle strade e con tutto ciò che si incontra camminando, dai, alle condizioni del cielo ci fai poco caso. Io, poi, avevo l'ombrello.

 
At 4:13 PM, Blogger Mi said...

Da questo post a sfondo romano saluto Miic che vedo giunto qui da chissà quali vie traverse!!!

 

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