La primavera alla domenica.
Attraverso le grandi vetrate dell’ufficio vedo la gente passeggiare e ogni tanto individuo una di quelle: le coppie che non si aspettano.
Mi colpiscono sempre.
Lui avanti spedito che si guarda attorno con le mani nel giubbino, lei sempre un pò indietro, rallentata da un passo esitante. I fianchi materni sono appesantiti dalla menopausa, una mano stringe la borsa nera da mercato e l’altra asseconda l’affanno sul decolté impreziosito con una collana da poco. Rosse le labbra sottili e le unghie bellissime, sono l’unico segno di un’ingenua civetteria.
Mi colpiscono sempre.
Lui avanti spedito e lei sempre un pò indietro, pronta al sorriso e per niente distratta da quella distanza, colma di mite pazienza. E poi è una domenica stupenda.

4 Comments:
Ecco.
A.
Che delicatezza, Mi.
Proprio come quella domenica.
lisa
è vero, tratteggi con delicatezza, la fai sembrare una cosa bella, invece di solito quando le vedo ( sì, ce ne sono tante di coppie che camminano così!) mi immalinconiscono.
Bello o brutto, comunque a me non capiterà mai, visto che di solito mi dicono : -Ma 'ndo' corri?
Delicatezza, dite. Qualche ricordo personale deve aver fatto da filtro mentre scrivevo (mi fa piacere, grazie dell'osservazione Lisa).
Bello o brutto non saprei dire. E' un atteggiamento che mi pare abbastanza consueto nelle coppie di qualche generazione fa, nei coniugi di lunga data, poco inclini per educazione alle manifestazioni pubbliche d'affetto, foss'anche solo tenersi la mano per strada.
Quanto al mio, di passo, ho il tuo stesso problema Su! In genere colpisce i pendolari da treno! :)
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