martedì, giugno 13

Esistono luoghi, momenti e circostanze in cui per mettersi a parlare con altre persone mai viste e conosciute non è necessario presentarsi, avere un buon motivo, o fare tanti preamboli.
All’università, per esempio, specialmente con gli altri in attesa come te in un corridoio prima di un esame. Per dire. Basta montare su e iniziare a parlare, senza altro scopo che dire la propria.
O anche la mattina dopo una partita di calcio dell’Italia ai mondiali, per esempio. Basta aprire la porta di un bar qualunque e gettare in pasto al crocchio di uomini vocianti davanti al bancone un sonoro:
“E perché la traversa di Toni!?”.
C’è un ché di liberatorio in tutto questo.

1 Comments:

At 12:54 PM, Anonymous Anonimo said...

:)))

w il calcio, w l'amore e la fratellanza tra i popoli, anche il sesso. Tra i popoli.

Bandini

 

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