giovedì, giugno 1

Note dolenti.
“È arrivato il disco di Coltrane. Ci vediamo”, annuncia la voce nella segreteria telefonica del cellulare.
E’ Beppe, il mio spacciatore di musica. Mollo la biblioteca (tanto non era previsto che oggi fossi lì) e guido per mezz’ora tra colline e mare, fino al negozio.
E’ jazz. Coltrane ed Ellington. Cerco la traccia 6. Angelica. “Una musica che parlava di amore. Di gioia. Di felicità. Con una leggerezza capace di riconciliare qualsiasi sofferenza umana con il volo dei gabbiani verso altri lidi” (Izzo).
La ascolto in macchina e mi ritrovo innervosita da un subbuglio di note saltellanti con una vivacità sconclusionata. Un disordine di suoni di cui mi sfugge la trama armonica.
Ci rimango male e mi preoccupo. Con cosa sono dissonante? Con l’amore, con la felicità, coi gabbiani (?) o semplicemente con il jazz?

8 Comments:

At 10:27 PM, Anonymous Anonimo said...

tranquilla, lo deve fare.
poi passa.
e allora si fa ascoltare.

(e chissenefrega dei gabbiani, aggiungerei)
;)

lisa

 
At 8:44 AM, Blogger Zu said...

Coltrane ha fatto anche a me un effetto analogo. Prova a iniziare ascoltando la sua Naima, che si lascia avvicinare più dolcemente.

(per Lisa: se i gabbiani li incontri nelle pagine di Izzo, poi fai caso anche a loro)

 
At 7:00 PM, Anonymous Anonimo said...

non ho questo disco, quindi forse mi sbaglio, ma non mi pare che Angelica sia di Coltrane (che a me piace parecchio).
Non conosco neanche Izzo (ma ora mi avete incuriosito, rimedierò), però quella definizione la trovo in generale poco adatta alla musica di coltrane per quanto la conosco io.
giusto in questi giorni ho per le mani una sua breve biografia. Cito dal risvolto : "il suo sound voleva aggredire, costringerti a cambiare, a ripensarti. una voce ribelle, confusa, esasperata".
questo è il coltrane che conosco anche io.
Poco a che fare con leggerezze, gabbiani etc...
Forse semplicemente ti aspettavi una cosa e ne hai ascoltata un'altra. Dissonante dalle tue aspettative :-)

Su

 
At 9:52 AM, Blogger Mi said...

Insisto allora, se lo dite voi che vi intendete! E proverò anche il suggerimento di Zu a proposito di “Naima” (Zu non ti starò sempre troppo a sentire? :) Quanto ad "Angelica" ho controllato i credits, ed è una canzone del solo Duke Ellington, qui “performata” con Coltraine che "takes off on a whirlwind tour while Duke lays out", così trovo scritto nel libretto del disco e in effetti…
Lisa e Su, quanto a Izzo, se vi interessa, lo trovate recensito da Zu negli archivi di “Letture e riletture”. Li da qualche parte…Sapete che non so mettere link nei commenti (che cosa imbarazzante).

 
At 1:03 PM, Anonymous Anonimo said...

no no, che esperte. Per quanto mi riguarda non sono esperta per niente. Mi piace. E penso che il gusto individuale sia il metro di giudizio definitivo. Se non ti prende, non c'è verso. Naima in effetti è più morbida. Dalla regia mi dicono di consigliarti A love supreme, che oltre ad essere considerata da molti il suo capolavoro in effetti è molto più "riconciliata", serena.
Meno male che mi hai suggerito di guardare Letture e riletture, perché io avevo cercato su google e credevo di averlo individuato in tale Paolo Izzo, che ha appena pubblicato "il suono dentro". Avrei sbagliato clamorosamente :-DD

 
At 10:05 PM, Anonymous Anonimo said...

Mi, qua l'unico con voce in capitolo mi sa che è Zu!
macché esperta...
uno prova semplicemente ad avvicinarsi: se c'è qualcosa che non torna, si prova a insistere, e poi a ri-insistere.
con certi pezzi è anche questione di addestramento.
per dire che una volta sono stata ad un concerto fidandomi a prescindere dal musicista, e i primi due minuti ho pensato "questa volta proprio non ci ho preso!". poi per fortuna sono riuscita a "entrarci dentro", e allora sì che è stata una bellezza.
(però direi proprio che Coltrane e Ellington meritino qualche tentativo)

lisa

p.s: Su, hai fatto benissimo ad usare il plurale.
:)
Per Letture e riletture, provvederò.
grazie!

 
At 4:19 PM, Anonymous Anonimo said...

a me il jazz innervosisce.
i gabbiani e tutto il resto no.

 
At 1:57 AM, Anonymous Anonimo said...

Comunque, il mio romanzo si chiama "Il dentro del suono".
Saluti a tutta la combriccola.
Paolo Izzo

 

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