Perchè?
Pensavo che ce la fossimo lasciata alle spalle quella fase.
Pensavo che fosse un’attrazione ormai priva di qualunque slancio dopo quella rottura.
Pensavo, sì, che fosse una rottura definitiva.
Basta con gli agguati appena rientrata in casa e le domande incalzanti, estenuanti, sempre le stesse. Sempre. E basta gli squilli a vuoto sul telefono di casa, le corse per rispondere al telefono per poi sentire riattaccare dall’altra parte.
Basta, pensavo.
E invece no.
L’uomo che canta spalanca la porta della stanza e irrompe con il cellulare in mano.
Un brivido mi percorre la schiena.
“Guarda l’ho aggiustato!”
“No”
“Sì!”
“No”
“Sì!
Solo che… non so più che numero ho?
Che numero ho?
Da dove si vede?
Così vuol dire che va?
Così è carico?
Così è acceso?
E come devo fare già per telefonare?”
La mia pressione non fa che precipitare in questi giorni.

3 Comments:
:-DDD
solidalissima.
perché da anni cerco invano di insegnare a mia madre a leggere gli sms e per la pressione ormai sotto il pavimento.
SMS dici???
Che nessuno parli della loro esistenza all'Uomo che canta!
L'importante -tu m'insegni- è capire come fare a spegnerlo... [sorrido]
A.
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