sabato, luglio 1

Bilinguismo.

“Per piacere la mi viene accompagnare?”
Testuali le parole che la nonna mi rivolge dal suo divano mentre le passo davanti svelta.
Mi fermo e mi irrigidisco e anche l’Uomo che canta interrompe le sue faccende. La nonna ha, senza dubbio, parlato in italiano.
Secondo esperienza, la minuta vegliarda abbandona il vernacolo in due sole circostanze:
-quando si deve rivolgere ad un estraneo che si presenti all’apparenza, con un ruolo che a suo giudizio meriti lo sforzo di esprimersi nella lingua nazionale, al dottore per esempio.
-quando i conti non tornano, ovvero quando qualcosa che non va è nell’aria e non tarderà, ahinoi, a manifestarsi. L’italiano è segno di tale percezione, come l’agitazione degli animali prima di un terremoto. Inutile qualunque tentativo di prevenire l’avversità incombente.
“Per piacere la mi viene accompagnare?”
Siamo decisamente di fronte al secondo caso.
La nonna siede scomposta sul divano con sguardo reattivo.
Io ciabatto per casa con aria circospetta.

3 Comments:

At 12:21 AM, Blogger A. said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

 
At 12:28 AM, Blogger A. said...

Ecco, ora che hai creato la suspense, non vorrai deludere i tuoi affezionati lettori! Devi proseguire con la puntata successiva. Che ha combinato poi la nonna?

(chiedo venia, ho dovuto eliminare il commento precedente per un grossolano errore ortografico. Ah, senza un revisore sono perso...)

 
At 6:04 PM, Blogger Mi said...

Lo stato di allerta pare avere funzionato. Ma lo dico molto piano :)

 

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