Frutti di stagione.
Poiché qua state tutti pensando nonostante l’afa, mi ci metto anch'io e mi viene da considerare che nel nostro dialetto Amòur si usa per Amore, ma anche per il nobile Gelso, e i suoi frutti si dicono Amòuri e son le More zuccherine che stanno sull’albero ma anche tra i rovi selvatici e sono ideali per la marmellata, ma bisogna fare attenzione di averci almeno i guanti quando si va a raccoglierle, ché non c’è bisogno di ferirsi a sangue per gustarsi una buona marmellata. E se l’Amòur procura effetti tipo i mali di stagione, vi è che son di stagione anche le Amòuri. E allora viva l’inverno e le pere.

8 Comments:
Zu, mi sembrava troppo lungo da lasciarti come commento!
E tu Lisa è ora che apri un blog!
:)
Mmh, non sono proprio d'accordo, mi scusi.
Per gustare i frutti più buoni, vale la pena di sanguinare un po'.
A pensarci bene, non c'è proprio piacere senza almeno un po' di sofferenza.
Viva le more, viva le spine.
(poi, quando viene l'inverno, ci preoccuperemo anche delle pere)
Ah ma io non ho detto di evitare i rovi e andarsene al supermercato a prendere il primo barattolino di marmellata a scaffale! Ma neanche una qualche minima precauzione?
E adesso scusa ma devo andare a lucidare il mio scafandro :)
Cara Palombara, spero che il cavo d'acciaio e il tubo per l'aria compressa siano abbastanza lunghi allora per arrivare fino in cima a quei rovi dove sono i frutti che sfuggono ai più.
Io preferisco l'aria libera.
ah, dimenticavo, gli ultimi due post mi sono piaciuti assai...
... ho proprio rotto, eh?
:))
lisa
Viva le more, ma anche le bionde; inoltre, non serve ribadirlo, ma pure le pere hanno un loro perché.
Il sanguinamento può essere perfino bene accetto se limitato nel tempo e non fine a se stesso. Altrimenti è roba per masochisti e io no, io sono nato per essere felice.
Grazie, Mi, per il pensiero!
Ahahaha Lisa no!
E' che ormai ti si aspetta :)
Infatti, caro Zu, infatti! :)
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