Ieri ho visto questa donna.
Era seduta su una panchina sotto gli alberi che sono davanti allo sferisterio, l'antico campo del pallone al bracciale, e da cui si gode la vista del grande parco verde che digrada dolcemente.
Era vestita di colori tenui e aveva una borsa di tela verde accanto ai piedi. Io portavo un paio di pantaloni di un bel tessuto panna e una maglietta di un rosso, tipo vino Sangiovese ma un filo annacquato. Insomma tipo geranio. Un geranio ambulante sembravo.
Lei era lì seduta e io le sono passata davanti con premura diretta in ufficio col solito anticipo, l'ombrello nella mano sinistra, la stracca della borsa nella destra e lo sguardo abbassato, rimuginando qualche parola francese…tonneau…forgeron…tombeau… Poi quasi in fondo al rettangolo di gioco mi sono ricordata di avere dimenticato una cosa in macchina e allora sono tornata indietro, sempre rimuginando…glacière…feu…
Aveva un libro sulle ginocchia. Come riuscirà mai a leggere le parole da quella distanza?, mi sono chiesta.
Nel giro di qualche minuto vado e vengo dalla macchina, più carica di prima, come un geranio ambulante, con l'ombrello, la stracca della borsa e una torcia per le mani e con lo sguardo abbassato rimuginando qualche parola francese…girouette…
La ritrovo lì, nella stessa identica posizione.
Una giovane donna, vestita di colori tenui se ne stava seduta con grazia su una panchina in faccia al parco, immersa nella quiete soleggiata di un giorno feriale appena dopo pranzo e leggeva un libro che teneva sulle ginocchia.
A me non sarebbe mai venuto in mente.

2 Comments:
Ultimamente scrivi cose talmente belle che se la lunga attesa tra una e l'altra ne è uno dei motivi allora ben venga.
Grazie Broo! E' solo che tutte le scemenze che scrivo giorno per giorno, quelle, il più delle volte, ve le risparmio. Bentornato :)
Posta un commento
<< Home