INTERFERENZE. Riflessione.
Curiosa, e allarmante vien da aggiungere, l’alta probabilità statistica che l’innocua espressione programmatica “ti chiamo”, quando pronunciata dall’interlocutore A in un contesto ambientale-sonoro disturbato* (alla fermata dell’autobus in città in attesa del 9 nella ressa delle 13; al telefono giù di batteria mentre in strada passa un camion pieno di ghiaia; in spiaggia allorché il venditore ambulante urla “coccobello!” a pieni polmoni, per dire), possa essere inavvertitamente percepita dall’interlocutore B come l’espressione di sentimento “ti amo”, con conseguente coda di nefaste ambiguità comunicative (pop. fischi per fiaschi).
*Anche in un contesto emotivo disturbato, certo.
Inoltre non prendo bene Rai 2.

6 Comments:
Hai un bue???
Non ho ben capito...
Chi sta sulle sue?
Ecco il 9!
un giorno dovevo scrivere un sms ad uno con cui c'era stato "qualcosa", riguardo ad una festa. Il testo sarebbe dovuto essere : fai come vuoi, noi cmq ci andiamo.
Per colpa del t9 e di una lettera saltata per distrazione, venne fuori : noi cmq ci amiamo.
:-/
( fatto anche di peggio, del resto. Ah... il logorio della comunicazione moderna...)
e, mi duole dirlo, non è finita qui.
In un illuminante articolo del 1948, Shannon gettava le fondamenta della teoria delle Comunicazioni, scrivendo:
"The fundamental problem of communication is that of reproducing at one point either exactly or approximately a message selected at another point. Frequently the messages have meaning; that is they refer to or are correlated according to some system with certain physical or conceptual entities. These semantic aspects of communication are irrelevant to the engineering problem."
Anche ricevendo perfettamente il messaggio rimane poi (irrilevante per gli ingegneri, si sa) l'insormontabile problema della comprensione semantica.
Rassegnatamente,
A.
Su, non male! Col cellulare certi "numeri" sono tremendi. Per quanto mi riguarda sto cercando di smettere.
A, se poi il messaggio è in inglese...
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