martedì, novembre 21

Pance
Sapevo come tutti di avere un duodeno, ma non è esattamente una cosa su cui ci si soffermi nel quotidiano a meno ché non dolga, presumo, o a meno ché qualcuno non abbia l’idea di infilarti un tubo in gola e di spingerlo fin laggiù, e questo è certo.
Hey, adesso mettiti sul fianco sinistro.
Hey, adesso respira, hey stai tranquilla.

Obbedendo placida agli hey esortativi dell’omino in camice bianco e vello rossastro e immaginando che fosse il biondo Chase su comando del dr House, stupidamente reclinata su un lettino ho avuto la percezione reale, hey, dei miei perimetri corporei interni.
Scoperta non priva di una certa soddisfazione.
Sapevo anche che esisteva il silenzio, quello serio intendo, solenne e vibrante che sopravvive in qualche lontano ricordo di rifugi in alta montagna. Niente a che vedere con quello esile delle notti in città.
L’ho ritrovato, mentre avanzavo sola, sotto terra nella pancia di una grotta monumentale scarsamente illuminata. Silenzio di qualità purissima, avvolgente come un involucro e affilato come certe paure serotine. Ferma come una sagoma ho avuto la percezione reale dei miei perimetri corporei esterni.

5 Comments:

At 10:14 PM, Anonymous Anonimo said...

la gastroscopia più soave che abbia mai letto.

madonna quanto scrivi bene.

 
At 9:06 AM, Anonymous Anonimo said...

Eh! Per essere brava, monna Mi è brava...

(madonna era in quel senso, no?)

A.

 
At 11:20 AM, Anonymous Anonimo said...

non posso che seguire broono, parola per parola.

lisa

 
At 7:39 PM, Blogger Mi said...

Se fate così io poi mi monto la testa e finisce che scrivo anche del prelievo del sangue.

 
At 6:12 PM, Anonymous Anonimo said...

adesso vogliamo la lettura del referto, in endecasillabi

 

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