martedì, maggio 29

Del vero del bello e del buono

Incontrai per la prima volta il corpo nudo della nonna, per necessità e senza preavviso, nel box della doccia di casa. Molto semplicemente andava lavato.
Allora è così un corpo anziano. Sì, è così. Dai capelli bianchi alla pelle screpolata dei piedi.
Entrambi gli sguardi tra occhi di un azzurro imparentato dicevano un turbato mi dispiace.
Come si lava un corpo anziano? Si prende una spugna, gli si versa sopra un po’ di bagnoschiuma e si inizia a sfregare via il pudore del tabù… tra le mille pieghe della carne, sopra il gonfiore del ventre, lungo la curva della schiena. Molto semplicemente lo si lava.
Entrambi gli sguardi tra occhi di un azzurro imparentato alla fine dell’operazione erano conciliati con tutto un sacco di questioni.
E perché non si pensi che io stia scrivendo di una cosa del tutto personale, dato che non lo è ed in questo fatto sta il buono, faccio proseguire le parole perfette del ricordo di un ragazzino alle prese col medesimo incontro:

« Et je ressentais non pas de l’horreur ni de la pitié, mais au contraire de l’amour et de l’intérêt, ceux qui suscite la vue de la vérité, de la réalité vécue ».
J.M. Le Clezio, L’Africain

9 Comments:

At 7:25 PM, Blogger Zu said...

Il velo che si solleva su un tabù di questo genere mi riporta alla mente una foto di Andrès Serrano: http://biblioteca.artium.org/dossieres/AR00167/imagenes/clip_image005_0001.jpg

 
At 12:08 PM, Anonymous Anonimo said...

oltre al fatto che questa scrittura, questo tema, sono bellissimi, la sorpresa è che mi ero dimenticata dell'esistenza di questo scrittore, di cui tantissimissimi anni fa lessi Le Désert e mi commossi da morire.

c'è quella tizia americana, quella colpita dal cancro alla quale hanno fatto la mastectomia totale, che adesso fa la modella, ma senza sfoggio. semplicemente non esita e mostrarsi nella sua mutilazione, in questa scelta condivisa anche col marito, di voler essere se stessa anche in questo.
ecco, vedevo dele foto e più la guardavo e più erano belle.

 
At 9:37 AM, Blogger Mi said...

Sono d’accordo con te Flo’ quando dici che questo tema è bellissimo. E’ intenso e cruciale come lo sono in genere le questioni legate al corpo, tanto più di un corpo che presenti tratti “eccezionali”, come l’esempio che porti.
Il fatto è che un corpo anziano non è strettamente eccezionale, ma lo diventa, volutamente nascosto, almeno in occidente.
E’ così che la foto di Serrano segnalata da Zu, che non propone davvero nulla di diverso dalla “vista della verità”, secondo natura aggiungerei, facilmente diventa provocazione.
Quel fatto che dici sulle foto secondo me è uno dei nodi centrali. In prima battuta si è vittime di uno shock, poi le cose sono due: o ci si sottrae voltandosi, oppure, ed è quello che hai fatto anche tu, si accetta il compromesso visivo-emotivo (secondo l’espressione di Al, un mio amico con cui ho parlato ieri di sta cosa), e ci si lavora sopra.

(Le Désert lo leggerò :)

 
At 6:13 PM, Blogger Mi said...

Volevo solo aggiungere, che ho tentennato prima di pubblicare questo pezzullo ed aprirlo ad eventuali commenti.
Un po’ per la scarsa disinvoltura che ho con questo mezzo e le sue implicazioni comunicative, molto per l’argomento che va ad affondare nelle esperienze vive delle persone (esattamente come le poche parole scelte per il post appoggiano sulla cima della mia), oppure -al contrario- nella loro mancata esperienza.
Il post si è rivelato un luogo piccolo, e con chi è stato possibile farlo, la discussione si è volta dallo scritto al parlato per vie private.
Ringrazio chi ha letto e taciuto, magari infastidendosi o dissentendo, e chi ha letto e scritto o parlato, magari infastidendosi o dissentendo.

 
At 10:50 PM, Anonymous Anonimo said...

mi vien da pensare che, alla fine, un corpo non sia mai guardato per quello che è.
la carne fa ancora tanta, troppa paura.
(forse perché mostra davvero quello che siamo)

lisa

 
At 11:28 AM, Anonymous Anonimo said...

io penso che amare il proprio corpo (amarlo complessivamente, e non solo in quelle parti che ci piacciono) sia l'esperienza più difficile che si possa fare. e solo dopo questo passaggio che puoi apprezzare veramente un altro corpo e - soprattutto - tutto ciò che contiene, prescindendo dala forma.

(nonostante gli sforzi e l'impegno, io continuo a non amare i miei capelli. sono l'ultima soglia, l'ultimo ostacolo)

 
At 2:40 PM, Blogger Mi said...

E' la paura Lisa, sì. Anche secondo me. Di non essere abbastanza forti per la fragilità, ad esempio.

 
At 6:03 PM, Blogger Zu said...

Un aggancio ad alcuni temi lo ritrovo in questo racconto scritto da Jane.

 
At 1:49 PM, Blogger Bandini said...

Io l'ho letto solo ora, m'era sfuggito. E mi è sembrato bellissimo e sono d'accordo su tutto quello che avete detto, ecco.

 

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