domenica, settembre 2

Come pietre dei muri antichi. Dilavate dall'acqua cotte dal sole, impregnate di odori tra il piscio degli orinatoi antichi davanti alle osterie e il profumo del buon pane, sotto finestre aperte di serenate dal figlio alla madre, assediate da sterpaglie e voci, percorse da striature come rughe.

Ci sono persone come pietre. Narranti e narrate. Vissute.

Mi ricordo quei cerimoniosi funzionari comunali.
La mattina di un giorno feriale scesero in coppia da qualche collina più a nord, inviati della borgata d'origine della nonna al cospetto dei suoi cento anni, e coi più cordiali auguri del sindaco.
Lei porgeva la mano con vistosissimo anello di plastica, divertita da quella breve parata di fiori e sorrisi che le ha portato in dono anche un libro fotografico del suo amato paese, riconoscente.
Che "il presente è memoria incarnata".

Quando passa diventa pietra da accarezzare.